Marina Giannobi

 

Home sweet home: una serie di fotografie che mostrano immagini di serenità familiare, gesti quotidiani, il filo che lega le persone ritratte, il tutto reso in maniera estremamente tranquillizzante.
Osservando le fotografie ci si rende conto che sono inquietanti e che l’apparente serenità viene annullata dal filtro attraverso il quale guardiamo queste scene come dall’esterno.
Un filtro, cioè un vetro (o lente), un parabrezza di un automobile che nella notte vaga e spia le persone all’interno
del loro ambiente familiare.
Come se ci fosse una candid camera posta nelle case all’insaputa di chi vi abita.
L’osservatore resta spiazzato da questo doppio messaggio che riceve, da queste sensazioni che sono in contrasto tra
loro, queste foto lasciano nell’osservatore una sensazione di inquietudine intangibile.


  

Une série photographique montrant la sérénité de la famille, les gestes journaliers, les sentiments parmi les personnes dépeintes. Tout est fait d'une manière extrêmement paisible. En regardant les images on réalise qu'elles dérangent, la paix apparente est annulée par le filtre à travers lequel nous observons à travers. Ce filtre, un verre (ou un objectif), un pare-brise de voiture conduisant la nuit, nous aide à espionner l'intérieur des personnes leur propre environnement de famille. L'observateur est stupéfié par ce double message, par ces sensations opposées. Ces photos nous laissent une sensation d'inquiétude intangible